Il Prof. Imbesi

Prof. ANTONIO IMBESI
Nato il 1°-4-1912 in Scilla (RC), morto. in Messina il 21-2-2000.
Nel 1932 ha conseguito il Diploma in Farmacia, nel 1933 la Laurea in Chimica, nel 1937 la Laurea in Farmacia e nel 1942 la Laurea in Medicina e Chirurgia.
Libero docente in Farmacologia (1949) ed in Farmacognosia (1959).
Professore ordinario di Farmacologia e Farmacognosia nell'Università di Messina.
Preside della Facoltà di Farmacia dal 1968 al 1987.
Medaglia d'oro dei benemeriti della Scuola, della cultura, dell'arte.
Componente del Gruppo di esperti della Farmacopea Europea dalla prima riunione (15-10-1965); fino al 1998 ha collaborato alla redazione delle edizioni successive di questa Farmacopea; e ha collaborato anche alle diverse edizioni della Farmacopea Italiana.
Ha pubblicato un Index plantarum quae in omnium populorum Pharmacopoeis sunt adhuc receptae, ben noto agli esperti, e che è servito di base all'OMS per la preparazione dell'inventario delle Piante Medicinali impiegate nei diversi Paesi.
Alle lungimiranza ed all'impegno del Prof. Imbesi si deve la costruzione dell'attuale sede della Facoltà di Farmacia dell’Università di Messina, iniziata nel 1972 ed inaugurata nel 1980; sede della quale, per meglio rispondere alle esigenze didattiche ed ai nuovi orientamenti della ricerca scientifica, Egli volle strutturarne l’organizzazione su base dipartimentale secondo i due indirizzi di studio che caratterizzano le discipline e gli insegnamenti della Facoltà, quello farmaco-biologico e quello farmaco-chimico; e la Facoltà di Farmacia di Messina, nei documenti ministeriali che accompagnarono il riordinamento della docenza universitaria (1980), venne portata ad esempio di organizzazione dipartimentale.
Egli scelse di restare nella Facoltà di Farmacia per portare a compimento queste opere in una concezione avveniristica della funzione della Facoltà, a proposito della quale scriveva: “come tutte le moderne Facoltà scientifiche, la Facoltà di Farmacia dovrà istituire rapporti con il mondo della produzione, relazioni con il progresso tecnologico, nuovi indirizzi di insegnamento, interrelazioni con altre Facoltà e con esperienze fatte in altri paesi... Non dovrà mai restare rinchiusa nel suo mondo di studio e di ricerca, ma stabilire una reale osmosi di esperienze con le diverse componenti sociali delle città e delle province...”
Ed in quest’ottica, su sua proposta, la Facoltà di Farmacia di Messina fin dal 1967 aveva chiesto l’introduzione in Statuto di un corso di laurea in “Scienza del Farmaco”, il cui piano di studi rispondeva pienamente alle attuali, specifiche, direttive CEE.
 
Risalgono a più di sessant'anni fa le ricerche del Prof. Imbesi sugli effetti farmacologici, in diverse specie animali, della resina di Canape indiana. Quando ancora le pubblicazioni sull'attività biologica di questa droga si contavano sulle dita - mentre oggi assommano a diverse centinaia l'anno - Egli ne studiava a fondo i diversi effetti, e riprendeva con una macchina da presa, su pellicola da 8 mm, le diverse fasi dell'azione nel cane, il che resta tuttora una documentazione unica.
Agli anni della seconda guerra mondiale e del dopoguerra risalgono le ricerche sull'influenza della forma farmaceutica, della via di somministrazione, o dell'associazione con altri farmaci, sull'assorbimento e sull'attività di farmaci diversi; e, successivamente, le ricerche comparative sull'assorbimento per le vie sanguigna e linfatica delle vitamine A ed E, dell'isoniazide, del PAS, e di altri chemioterapici. Tali ricerche, condotte con finissime tecniche fisiologiche, potrebbero essere definite, con termini oggi in uso, come ricerche sulla biodisponibilità, sull'interazione di farmaci, e di farmacocinetica.
Anche se si può far riferimento solo ad alcuni dei numerosissimi lavori scientifici, non si può non ricordare la sua profonda cultura umanistica che traspare in sue pubblicazioni od in lezioni magistrali, quali le considerazioni sulla responsabilità dell'Università nella tutela del diritto alla salute espresse nella prolusione Medicamenti e Salute nella società che evolve tenuta all'inaugurazione dell'A.A. 1986-87, o le Riflessioni sulle nuove responsabilità della Scienza, testamento spirituale che, in una indimenticabile giornata del maggio 1988, dedicò ai giovani studiosi che si avviano alla ricerca scientifica.
Addirittura alla Sua adolescenza, a 17 anni, risale una delle sue pubblicazioni di genere classico La leggenda di Scilla ed il XII libro dell'Odissea pubblicazione che, a sua insaputa, settant'anni dopo venne inserita, nel 1999, dalla EDITALIA nel volume Scilla fra mito e natura.
L’altro interesse del Prof. Imbesi, forse d’origine ancestrale in quanto collegato alla professione farmaceutica, è rappresentato da una pregevole raccolta di antichi vasi di farmacia, di libri antichi di farmacia e medicina, di antiche farmacopee, di strumenti e di stampe attinenti la farmacia.
Il Prof. Imbesi non perse mai di vista gli interessi culturali e professionali dei Farmacisti, e non mancò mai - portando sempre la sua autorevole parola - a tutti i convegni della categoria, specie a quelli che si svolgevano nelle tre province calabresi.
In ogni momento della sua vita, Egli ebbe sempre nel cuore la Farmacia di Scilla nel ricordo del padre farmacista, morto prematuramente e del quale conservava qualche vago ricordo, e della madre, donna Annunziata che, con grande “professionalità” e sacrificio, gestì la farmacia fino al momento in cui Egli si laureò. Perciò aveva grande cura dei mobili della farmacia paterna e conservava accuratamente attrezzature, vetreria, prodotti, e financo le bolle di acquisto di prodotti risalenti alla prima metà del secolo scorso.